martedì 18 luglio 2017

Coro Ratisbona: 547 bambini vittime di violenza.



Secondo il rapporto fatto dall'avvocato Ulrich Weber su incarico della Chiesa, 67 subirono anche abusi sessuali. Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994
BERLINO - Sono almeno 547 i bambini che, tra il 1945 e l'inizio degli anni '90, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona, Il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto per trent'anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

A fornire questi numeri è stato l'avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sullo scandalo, nel documento finale in cui indica che, in quel lungo periodo, bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe. L'indagine ha permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perché i reati sono prescritti. Nel precedente rapporto del gennaio 2016 Weber aveva riferito solo di 231 casi di abusi e maltrattamenti, con stupri, percosse e privazione del cibo.

Il rapporto del legale Ulrich attribuisce a Georg Ratzinger, delle "corresponsabilità". Nella conferenza stampa di oggi a Ratisbona, in cui è stato presentato il rapporto, il legale, secondo la Dpa, ha affermato che all'ex direttore del coro va "rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse".

Per decenni secondo il rapporto si sarebbe creato un "sistema della paura". L'avvocato Weber parla di una "atmosfera infernale" che si respirava nella istituzione del coro tedesco e chiama in causa il vescovo di ratisbona Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona nel 2010, per il modo in cui ha gestito la vicenda subito dopo le prime denunce, criticando in particolare il fatto di non aver cercato il dialogo con le vittime e di non aver chiarito cosa stesse accadendo nella scuola del coro. Peter Schmitt, rappresentante del gruppo di presunte vittime, ha elogiato il lavoro di Weber per avere contribuito a portare alla luce i casi di violenze e maltrattamenti ma ha anche avvertito che resta una "area scura" di vittime anonime che non hanno avuto il coraggio di descrivere le esperienze subite.

"Le vittime - si legge nel nuovo rapporto sulla vicenda - hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l'inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della loro vita, caratterizzato da paura e violenza". Dopo le denunce degli anni scorsi, la diocesi ha iniziato a cooperare con l'inchiesta sugli abusi lo scorso anno e dovrà pagare un indennizzo di 20mila euro a ciascuna vittima, in maggioranza, alunni della terza e quarta elementare.

Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994. "Se fossi stato a conoscenza dell'eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (...) Mi scuso con le vittime", disse in un'intervista del 2010 alla stampa tedesca, ammettendo comunque di aver anche lui dato qualche schiaffo durante i primi anni da direttore. Fra le esibizioni più famose dei Regensburger Domspatzen (i "passeri" del Duomo di Ratisbona fondati mille anni fa), quello per la presa di possesso del titolo di arcivescovo di Monaco del fratello, quello per la visita di Elisabetta II nel 1978 e per quella di Giovanni Paolo II nel

1980.

Per gli abusi due religiosi erano già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex insegnante di religione e vicedirettore dell'omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.  (fonte repubblica.it)

Dite addio al dolore del nervo sciatico in pochi minuti grazie a questo rimedio naturale



Il dolore del nervo sciatico è estremamente sgradevole e può compromettere la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema.
Se siete uno di coloro che soffrono di dolore del nervo sciatico,  sa esattamente quello che stiamo dicendo. Ma la buona notizia è che questo sta per finire! Oggi troverete un efficiente modo per porre fine alla soluzione di dolore del nervo sciatico. Seguire attentamente le istruzioni per avere risultati positivi. Il nervo sciatico è il nervo più grande del corpo umano.Il rigonfiamento produce un dolore e disagio che si estende dalle costole al di sotto del ginocchio.
Oltre al dolore, altri sintomi, come il disagio di sedersi , si sentono le gambe pesanti e formicolio,

TRATTAMENTO CON ACETO di sidro di mele

Questo trattamento dovrebbe essere fatto la sera prima di dormire.
  • -Mettete  circa 10 litri di acqua in un secchio.
  • – L’acqua deve essere alla massima temperatura che può essere sostenuta dai piedi.
  • – Quindi aggiungere un po’ di sale e aceto di sidro di mele .
  • – Agitare questa miscela.
  • – Mettere i piedi nel secchio e tenerli lì fino a quando l’acqua si raffredda.
  • – Quando si rimuovono i piedi, sciacquare e avvolgerli in un asciugamano asciutto e andare subito a letto a dormire.
  • -Tenere i piedi caldi. Pertanto, si consiglia di dormire con un asciugamano, un lenzuolo o una coperta avvolta alle gambe.
Il giorno dopo, indossare le  pantofole appena scendete dal letto e non dovete stare a piedi nudi nemmeno quando fatte la doccia.
Ripetere questa procedura ogni sei mesi o quando inizierai  a sentire di nuovo dolore.
Ti è piaciuto questa soluzione fatta in casa per porre fine al dolore del nervo sciatico?
Importante: Questo sito web non dà consigli medici, né suggerisce l’uso di tecniche come forma di trattamento per problemi fisici, per i quali è invece necessario il parere di un medico. Nel caso si decidesse di applicare le informazioni contenute in questo sito, lo stesso non se ne assume le responsabilità. L’intenzione del sito è quella di essere illustrativo, non esortativo né didattico. 

lunedì 17 luglio 2017

La barbarie arriva in Italia 80mila bambine infibulate



Uno studio dell'università Bicocca rivela l'orrore delle mutilazioni genitali. E i paladini dei diritti? Tutti zitti
Infezioni ed emorragie, difficoltà psicologiche, rapporti sessuali impossibili o dolorosi, complicazioni durante il parto. Possono avere conseguenze gravissime e indelebili le mutilazioni genitali femminili, ma la barbarie è già fra noi. Sono fra le 61mila e le 80mila donne presenti in Italia che sono state sottoposte durante l'infanzia ad aberranti pratiche di questo tipo. Le mutilazioni genitali consistono nell'incisione o asportazione dei genitali femminili esterni e sono spesso considerate tradizionali, ma non hanno alcun fondamento religioso o sanitario. In realtà rispondono a retaggi tribali e logiche misogine.

L'infibulazione e le mutilazioni presentano ancora un'incidenza altissima (fino al 90% delle donne) in alcuni Stati del Corno d'Africa, ma anche in Egitto e Guinea. Eppure quelle che l'Unicef considera gravi e discriminatorie violazioni dei diritti fondamentali, colpiscono, come detto, anche donne che vivono nelle città italiane ed europee.

Nel corso di un'audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale, l'associazione Action Aid ha presentato un rapporto appena elaborato, che analizza la situazione e delinea le politiche di contrasto del fenomeno, citando i risultati di una ricerca coordinata dall'Università Bicocca che ha aggiornato, rivedendoli al rialzo, i dati precedenti, finora unici: quelli di uno studio governativo del 2009. Incrociando i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità e i numeri della popolazione residente in Italia e proveniente da Paesi a tradizione escissoria, 8 anni fa il Dipartimento per le Pari opportunità stimava che vivessero in Italia 35mila donne che avevano subito mutilazioni, e che 1.100 ragazze di età inferiore ai 17 anni fossero a rischio.

Lo studio recente della Bicocca, che tiene conto dell'area geografica e dell'estrazione sociale di provenienza, porta a stime più elevate: oggi le donne presenti in Italia che sarebbero state sottoposte durante l'infanzia a mutilazione sono tra le 61mila e le 80mila. Il gruppo più colpito è quello nigeriano che, insieme all'egiziano rappresenta la metà del totale. E sarebbero 25mila le donne che vivono in Lombardia vittime di questo abuso, senza calcolare le migranti irregolari. D'altra parte, stime recenti citate in un saggio pubblicato a maggio da Neodemos.it ipotizzano la presenza in Europa di 550mila immigrate di prima generazione mutilate (507mila negli Usa).

Il fenomeno resta difficile da inquadrare e affrontare, anche per il doloroso ritegno con cui le donne conservano il segreto di questo trauma. Ma le esperte di Action Aid Italia, sentite in Consiglio regionale, hanno evocato anche la diffusa usanza di praticare mutilazioni genitali alle bambine nel corso di soggiorni temporanei nei Paesi d'origine. E, ragionando sulle iniziative di contrasto che il presidente della commissione Fabio Rolfi vuole avviare o rilanciare, hanno evocato interventi rivolti alle comunità etniche, attraverso le scuole e i leader religiosi: «Dopo gli operatori socio sanitari, raccomandiamo iniziative formative rivolte alla scuola - spiega Rossana Scaricabarozzi - una legge non sarà sufficiente senza un lavoro che scalfisca le convinzioni culturali. Con le associazioni che hanno contatti con le comunità di migranti dobbiamo capire qual è il modo migliore per raggiungerle, andare nei luoghi che frequentano, entrare in contatto con i loro leader religiosi».

Rolfi, leghista, è deciso: «Abbiamo voluto questa audizione per meglio comprendere la drammaticità del tema, che non riguarda solo i Paesi di provenienza ma anche noi, compresa la Lombardia. Tante donne, anche nate qua, quando rientrano nei paesi di provenienza vengono sottoposte a questa pratica. Il Consiglio ha già approvato una mozione all'unanimità e sono stati messi in campo alcuni interventi. Ora dobbiamo abbattere le false convinzioni che colpiscono le donne, e favorire una vera integrazione, che accantoni ciò che è così palesemente in contrasto con i nostri valori». (fonte ilgiornale.it)