Da Miami a Torino con una testa di coccodrillo in valigia: il souvenir da 200mila euro che sta facendo discutere


 Un turista italiano fermato all'aeroporto di Torino-Caselle scopre a sue spese cosa significa ignorare le leggi internazionali sulla tutela degli animali.

​Acquistare un oggetto insolito durante un viaggio all'estero può sembrare un modo originale per conservare il ricordo di una vacanza indimenticabile. Tuttavia, per un passeggero italiano di ritorno dagli Stati Uniti, un macabro acquisto si è trasformato in un vero e proprio incubo giudiziario ed economico. ​Il controllo in aeroporto e la scoperta nel bagaglio ​Il viaggiatore era appena sbarcato all'aeroporto Sandro Pertini di Torino-Caselle, al termine di un lungo itinerario con partenza da Miami e scalo intermedio a Istanbul. Pensava che il suo viaggio si sarebbe concluso senza intoppi, ma ai varchi d'uscita è stato fermato dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli insieme ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza. ​Durante l'ispezione del bagaglio da stiva è emersa un'anomalia. Aperta la valigia, gli agenti si sono trovati di fronte a una scena decisamente insolita: avvolta in semplici fogli di carta da pacchi, c'era la testa essiccata di un coccodrillo. ​La violazione della legge e della Convenzione CITES ​Il trasporto di animali esotici, vivi o sotto forma di parti ed esemplari preparati (come pelli, crani o trofei di caccia), non è una semplice questione estetica o di collezionismo: si tratta di una materia severamente disciplinata dal diritto internazionale. ​L'esemplare rinvenuto rientra infatti tra le specie protette dalla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), la convenzione internazionale finalizzata a impedire che il commercio legale o illegale minacci la sopravvivenza della fauna e della flora selvatiche. ​Per poter introdurre un reperto di questo tipo all'interno del territorio dell'Unione Europea è obbligatorio possedere ed esibire apposite autorizzazioni all'esportazione e all'importazione. L'uomo ne era totalmente sprovvisto. ​Le severe conseguenze legali ed economiche ​A causa della mancanza della documentazione necessaria, il reperto è stato immediatamente sottoposto a sequestro giudiziario. Le contestazioni per il passeggero sono estremamente pesanti: ​Sanzioni pecuniarie enormi: Per questo genere di violazioni, la legge prevede sanzioni che vanno da un minimo di 20.000 euro fino a un massimo di 200.000 euro. ​Procedimento penale: Trattandosi di un reato legato alla tutela delle specie minacciate, si rischia la reclusione da 6 mesi a 1 anno. ​Una lezione importante per tutti i viaggiatori ​Questo episodio rappresenta un monito fondamentale per chiunque ami viaggiare. Spesso, nei mercatini locali o nei negozi di souvenir all'estero, vengono posti in vendita oggetti d'artigianato realizzati con parti di piante o animali protetti. Quello che all'estero viene venduto come un semplice oggetto ornamentale o un ricordo bizzarro può costituire un grave reato una volta varcati i confini nazionali.