Caso "Famiglia nel Bosco": la ricostruzione completa e le decisioni del Tribunale per i Minorenni

La vicenda della cosiddetta "famiglia nel bosco" continua a dividere l'opinione pubblica italiana tra chi sostiene il diritto alla libertà educativa e chi difende la tutela istituzionale dei minori. Di seguito la cronistoria completa ed esaustiva di quanto accaduto, dai fatti del 2025 fino alle ultime sentenze del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila.

Le origini: la scelta di vita a Palmoli (2022-2025)

Nel 2022, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, una coppia italo-australiana, scelgono di stabilirsi nei boschi di Palmoli, un piccolo comune dell'Alto Vastese in Abruzzo. La coppia decide di crescere lì i propri tre figli in un immobile sprovvisto dei requisiti abitativi tradizionali (mancanza di allacci alle utenze principali e servizi igienici standard), optando per uno stile di vita orientato all'autosufficienza e all'istruzione domiciliare (homeschooling).

L'incidente dei funghi e l'allontanamento (Autunno 2025)

La situazione cambia radicalmente tra settembre e ottobre 2025, quando la famiglia viene ricoverata in ospedale per un'intossicazione da funghi. L'evento accende i riflettori sulle loro condizioni di vita.

Il 24 novembre 2025, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila disattiva la responsabilità genitoriale e ordina l'allontanamento d'urgenza dei tre minori, collocandoli in una casa famiglia a Vasto. I magistrati contestano:

 * Le condizioni igienico-sanitarie e strutturali dell'abitazione.

 * Il deficit di socializzazione e la regolarità del percorso educativo dei bambini.

La fase di adeguamento e le idoneità scolastiche (Primavera-Estate 2026)

Durante i nove mesi di separazione, i genitori intraprendono lavori di ristrutturazione della casa per adeguarla alle prescrizioni della ASL e dei servizi sociali.

A giugno 2026, i minori sostengono e superano gli esami di idoneità presso un Istituto Comprensivo locale per valutare le loro competenze in vista del reinserimento didattico.

Il decreto del Tribunale per i Minorenni (1° Settembre 2026)

Il 1° settembre 2026, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila emette il nuovo decreto in risposta all'istanza di ricongiungimento urgente presentata dalla difesa della famiglia (rappresentata dall'avvocato Simone Pillon).

I giudici stabiliscono:

 * Ricongiungimento graduale: Respinta la richiesta di rientro immediato e incondizionato a casa. Viene disposto un piano a tappe gestito dai servizi sociali, con visite e rientri diurni iniziali.

 * Pernotti condizionati: L'eventuale possibilità di trascorrere i fine-settimana a casa (a partire da ottobre) sarà concessa solo previa valutazione positiva dei servizi sociali e dopo l'avvio della frequenza scolastica.

 * Obbligo di frequenza alla scuola pubblica: Viene imposta l'iscrizione e la presenza fisica dei minori presso la scuola pubblica, superando l'impostazione dell'istruzione domiciliare promossa dai genitori.

Le reazioni e il ricorso dei genitori (5 Settembre 2026)

Il 5 settembre 2026, Nathan e Catherine diffondono un video per esprimere forte contrarietà al provvedimento, definendolo una decisione che "spezza il cuore".

La coppia denuncia:

 * Rischi per la salute psicofisica: I genitori citano perizie mediche secondo cui il prolungato distacco dai genitori e dall'ambiente domestico starebbe causando traumi e sofferenza ai minori.

 * Diritto all'istruzione domiciliare: Viene contestato l'obbligo di frequenza scolastica, rivendicando il diritto alla libertà educativa garantito dalla legge italiana per l'homeschooling.

I legali della famiglia hanno annunciato l'immediata presentazione del reclamo presso la Corte d'Appello, pur confermando la piena collaborazione con i servizi sociali e la tutrice per l'applicazione provvisoria delle visite diurne.