Aggressione a Imperia, Minorenne Inseguita e Abusata da uno Straniero: Niente Carcere, è Bufera sulla Giustizia
Un gravissimo episodio di cronaca nera scuote la città di Imperia e riaccende in tutta la sua drammaticità il dibattito sull'impatto dei flussi d'immigrazione e sulla risposta delle istituzioni giudiziarie di fronte alla violenza sulle donne.L'aggressione di notte: tre chilometri di inseguimento I fatti si sono svolti durante la Notte Bianca di Imperia, nella notte tra il 22 e il 23 agosto. Una giovane ragazza minorenne stava rientrando verso casa a piedi in compagnia di un'amica nella zona di Porto Maurizio. A notarle è stato un diciannovenne di origine nordafricana, giunto in Italia da soli quattro mesi e già in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Il giovane ha iniziato a pedinare le due ragazze per circa tre chilometri. Poi, quando l'amica si è congedata nei pressi del Palazzo di Giustizia (Tribunale di Imperia) lasciando la vittima da sola, l'aggressore è entrato in azione: l'ha sorpresa alle spalle, l'ha gettata violentemente a terra e ha abusato di lei. A evitare conseguenze ancora più gravi sono state le urla della giovane e il tempestivo intervento di un residente che, affacciatosi alla finestra di casa, ha gridato mettendo in fuga l'aggressore. Le indagini della Polizia di Stato hanno condotto all'identificazione e al fermo del diciannovenne il successivo 27 agosto. Zero prigione per il pentimento: la misura cautelare che fa discutere A scatenare le proteste più accese è stato però l'esito dell'udienza di convalida. Davanti al magistrato, il diciannovenne ha dichiarato di essere pentito per l'accaduto. Sulla base di tale affermazione, il giudice non ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, concedendo al giovane gli arresti domiciliari. Un caso che richiama da vicino quanto accaduto di recente a Torino, dove un uomo di origine bengalese, accusato di aver molestato una ragazza di tredici anni all'interno di un minimarket, ha ottenuto l'obbligo di firma invece della prigione, anche in quel caso a fronte di una dichiarazione di pentimento. La rabbia dei cittadini e la denuncia politica La notizia che per l'aggressore non si siano aperte le porte del carcere ha suscitato la reazione indignata di esponenti politici — tra cui l'eurodeputata Silvia Sardone — e un forte sdegno tra i cittadini. Nelle interviste raccolte per strada si avverte un senso di sfiducia e preoccupazione costante: * "Il giudice ha fatto una pessima figura... perché poverino si è pentito!" — ha commentato sarcasticamente una cittadina. * "Chi sbaglia paga. Bisognerebbe mettere le manette anche al giudice, perché come al solito il rispetto delle donne è sempre sotto i piedi." * "I giudici dovrebbero provare quello che ha provato la ragazza... Non possiamo fare niente se non vivere con la paura che ci succeda qualcosa." * "Se ci sono dei problemi sulle norme, vanno cambiate le norme." L'episodio lascia sul campo interrogativi aperti e una profonda spaccatura tra la richiesta di sicurezza da parte della popolazione e le decisioni adottate a livello giudiziario.
