martedì 8 novembre 2016

Morto Umberto Veronesi, 1925-2016



l’uomo politico e lo scienziato
Laico e di sinistra, ministro della Salute nel 2000. Autore di oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia, ha ricevuto innumerevoli premi in Italia e all’estero, oltre a 14 lauree honoris causa. Ha preso posizione sui grandi temi etici del nostro tempo: lotta al dolore, eutanasia, testamento biologico, pena di morte, vegetarianesimo e difesa degli animali.Morto Umberto Veronesi, 1925-2016:
l’uomo politico e lo scienziato
Laico e di sinistra, ministro della Salute nel 2000. Autore di oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia, ha ricevuto innumerevoli premi in Italia e all’estero, oltre a 14 lauree honoris causa. Ha preso posizione sui grandi temi etici del nostro tempo: lotta al dolore, eutanasia, testamento biologico, pena di morte, vegetarianesimo e difesa degli animali. Umberto Veronesi nasce il 28 novembre 1925 a Milano, città dove ha sempre vissuto e lavorato come chirurgo, ricercatore, uomo di scienza e di cultura. Laureatosi nei primi anni Cinquanta in Medicina e Chirurgia all’Università Statale di Milano, decide fin da subito di dedicare la propria opera professionale allo studio e alla cura del cancro, che all’epoca lasciava poche speranze ai pazienti e un margine di intervento assai limitato ai medici. Dopo la laurea e alcune esperienze in Gran Bretagna e in Francia, nel 1951 entra come volontario all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per poi diventarne direttore scientifico nel 1976. È autore di oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia. Sposato a Sultana Susy Razon (una pediatra ebrea di origini turche, sopravvissuta ai campi di concentramento), Veronesi lascia sette figli, cinque maschi e due femmine.Umberto Veronesi nasce il 28 novembre 1925 a Milano, città dove ha sempre vissuto e lavorato come chirurgo, ricercatore, uomo di scienza e di cultura. Laureatosi nei primi anni Cinquanta in Medicina e Chirurgia all’Università Statale di Milano, decide fin da subito di dedicare la propria opera professionale allo studio e alla cura del cancro, che all’epoca lasciava poche speranze ai pazienti e un margine di intervento assai limitato ai medici. Dopo la laurea e alcune esperienze in Gran Bretagna e in Francia, nel 1951 entra come volontario all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per poi diventarne direttore scientifico nel 1976. È autore di oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia. Sposato a Sultana Susy Razon (una pediatra ebrea di origini turche, sopravvissuta ai campi di concentramento), Veronesi lascia sette figli, cinque maschi e due femmine.