giovedì 9 ottobre 2014

C'ERA UNA VOLTA L'ARTICOLO 18

 La norma contro il licenziamento , che Matteo Renzi vuole cambiare, divide partiti e sindacati. Tutti ne parlano ma nessuno dice la cosa più importante ; che è già superata dai fatti. La situazione complessivamente e confusa, se ne discute molto ma si capisce poco. Si confondono i dati e si sventolano fantasmi: disoccupazioni fuori controllo, futuri licenziamenti di massa, perdita di dignità dei lavoratori. Proviamo a fare un pochino di chiarezza. L'articolo 18 stabilisce il reintegro di ogni lavoratore licenziato senza giusta causa, ma solo nelle aziende con più di 15 dipendenti. Una tutela che riguarda 6.507.000 persone, secondo la Cgia di Mestre l'associazioni veneta delle piccole imprese. Molto diverso il dato fornito dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che parla, invece, di poche migliaia di lavoratori. UNA DIFFERENZA ENORME. LA SPIEGAZIONI ? DUE SOLE PAROLE : ELSA FORNERO.
Nel 2012 la riforma voluta dall'allora ministro del lavoro, ha già ridisegnato l'articolo 18, dividendo i licenziamenti in categorie, spiega Alberto Guarino, avvocato specializzato in diritto del lavoro. Per chi è stato concedato per ragioni discriminatorie o rappresaglie sindacali c'è l'obbligo di reintegro. Per quelli che hanno perso il lavoro per motivi economici è previsto un indennizzo variabile dalle 6 alle 24 mensilità. Per tutti gli altri la decisione viene presa dal giudice se ci sarà reintegro o indennizzo.
LA LEGGE CHE NESSUNO CAMBIA
Cè una cosa di cui nessuno parla : non è l'articolo 18 a sanzionare il licenziamento senza giusta causa, ma un'altra legge : la 604 del 1966 che, invece è rimasta intatta. Ma allora di cosa si parla quando parlano dell'articolo 18 ? "solo di sanzioni" in Italia la legge stabilisce che solo i lavoratori domestici possono essere licenziati senza motivazione. Tutti gli altri hanno inviolabilmente diritto a qualche forma di tutela. Dunque, in questo momento i politici si stanno dividendo  soltanto su quale debba essere questa forma. La verità è che l'articolo 18 è solo un pezzo del mondo del mercato del lavoro, le cui regole devono cambiare per risanare la piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile. (Veronica Maisto)