giovedì 5 dicembre 2013

Nel cuore è rimasta una cicatrice invisibile e muta

Quella sera mi sono guardata allo specchio per un'ora, senza riuscire a riconoscermi.
Avevo gli occhi spenti dal dolore, le labbra gelate dalla cattiveria, le guance segnate dalla paura, le spalle strette dall'insicurezza.
Eppure, mi ero sentita bella, qualche volta.
Prima che sul mio corpo ci fossero le tracce della tua violenza.
Sui miei polsi avevi marchiato i tuoi polpastrelli.
Sul mio collo bianco c’erano disegnate le tue unghie roventi.
Sotto l’occhio destro avevo la macchia viola del tuo pugno.
Eppure, ero bellissima, prima di incontrarti.
Credevo che il male esistesse solo nei film.
Credevo che bastassero le tue braccia a proteggermi dal mondo.
Credevo che un bacio potesse guarire una ferita.
Prima di incontrarti, credevo nelle favole. Prima che mi strappassi via la coperta di sogni che mi riscaldava dalla crudezza della realtà.
Eppure, nonostante tutto, ora sono stupenda.
Le ferite sono guarite, i lividi sono scomparsi, tu sei lontano.
Ora sono al sicuro da te.
Ora so difendermi da sola dalla malvagità.
Ora ho imparato che niente è come sembra, che le persone non si conoscono mai fino in fondo.
Nel cuore è rimasta una cicatrice invisibile e muta